LEONARDO DA VINCI uomo del nostro tempo                                                                                                           Testo di Luisa Borsieri

In un susseguirsi di scene, di pantomime e coreografie supportate da una colonna sonora quanto mai ricca che fonde musiche d’epoca e brani contemporanei, vediamo dapprima Leonardo da Vinci giovanissimo immerso nella rigogliosa natura della campagna toscana “ La natura è piena di infinite ragioni che non furono mai in esperienza “. Eccolo nella bottega del Verrocchio, allievo umile ed amato dai compagni: Agli esordi felici di una vita ricca e prolifica si susseguono le amarezze della maturità, nell’incontro-scontro con i suoi mecenati che se da un lato gli offrono l’opportunità di esprimere la sua multiforme genialità come costruttore e come scienziato, come pittore e come ideatore di eventi spettacolari, dall’altro non compreso. Ecco dunque il suo estenuante peregrinare fra le corti di Lorenzo il Magnifico a Firenze, Lodovico il Moro a Milano. Francesco I° ad Amboise, ecco la sua denuncia nei confronti di coloro che promossero le arti e la cultura, non per il bene della società, bensì a loro esclusiva gloria, senza  alcuna pietà per la Poveraglia, vittima inerme delle sanguinose lotte per il potere: “ Pazzia bestialissima è la guerra….”Ed ecco dunque l’ultimo periodo della sua vita, in cui, davanti alla Loira con il Melzi è immerso in quella natura tanto amata da bombino e tanto esaltata nelle sue opere, ritrovando la serenità dei suoi primi anni. Leonardo ripercorre una breve, ma intensa e straordinaria vita, in cui si alternano la ricerca dei volti da ritrarre, i fasti delle corti, le ore di studio su progetti avveniristici, i contatti con le nobildonne e con malfattori, con principi, pontefici e condottieri. Nells grandiosa opera che è il Cenacolo in Santa Maria delle Grazie si intravede tutta la sua spiritualità quando davanti al Cristo commenta ciò che rimarra sempre nella storia :” Io non vedo uomini ma una luce immensa.-…..

UNA STORIA LOMBARDA NEL 1600
da "I Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni
adattamento teatrale e regia di Luisa Borsieri

La chiave di lettura ha imposto delle scelte precise ed ha privilegiato alcuni avvenimenti e
personaggi nel rispetto del testo originale nei momenti più autentici per recuperare una storia di
allora legata alla storia attuale. I personaggi: Renzo è visto come un giovane entusiasta, creativo,
campagnolo e pieno di vita. Lucia è rappresentata con tre volti differenti: nell’immagina zione di
Don Rodrigo come donna passionale in un flash in cui esprime tutta la sua femminilità; nel secondo
volto, alla presenza dell’ Innominato come un’immagine spirituale là dove dice: Dio perdona molte cose per un’opera di misericordia. Nel primo tempo si susseguono quadri lombardi con
movimenti coreografici accompagnati da musiche d’epoca. Nel secondo tempo, il tema della peste è
sottolineato da musiche spagnole del “600” che danno rilievo anche alla figura dell’Innominato,
della Monaca di Monza, di Padre Cristoforo e di Don Abbondio, viste come vittime dei soprusi
spagnoli. Il momento lirico della madre di madre di Cecilia è incorniciato dalle preghiere della
madre universale quale simbolo della sofferenza umana. Il mondo degli umili e il mondo dei nobili
appaiono contrastanti e integrati coi colori dell’epoca decadente. Il messaggio della speranza è
sottolineato dalla figura dell’ambulante che è l’anima del Manzoni e la sua riflessione è la guida. Il
cammino della vita di tutti i personaggi, mediante i fili della Provvidenza, conduce alla
purificazione. La bellezza della vita nasce dalla presenza del dolore, delle rinunce e dell’umiltà.

UN RE FANCIULLO
da "Il Piccolo Principe" di A. De Saint Exupery
adattamento teatrale e regia di Luisa Borsieri

Questo celebre classico è un libro per tutte le età. Ben lo sappiamo.Ciascuno intende la scala della vita come una terra promessa e può cercare la verità nelle stelle. Non si può vivere senza amore, colore e luce. Antoine de Saint Exupery chiamato anche “ re sole “ ha vissuto quindi una infanzia felice piena di sogni. Dopo che lo scrittore ha pubblicato i suoi primi romanzi: TERRE DEGLI UOMINI e VOLO DI NOTTE, ho preso spunto da questi testi per colpire il pubblico con messaggi già antecedenti per scrivere il famoso PICCOLO PRINCIPE che ne è la sintesi. Infatti l'infanzia non è che il paradiso perduto. I messaggi sono quelli della tenerezza, il richiamo dell'amore, il desiderio di creare dei legami. Ho voluto insistere sul viaggio del Piccolo Principe sul volo per tutti gli asteroidi che rappresentano i poteri. Un classico contro il potere sottolineato da musiche quali: Stravinshy ed altre musiche del 1900 con coreografie e pantomime, alcune anche irriverenti.altre deliziose  e sentimentali. Per diventare amici del P:P: bisogna cambiare il mondo e ritornare innocenti. Il suo rapporto con la rosa è fondamentale è lo sbocciare dell'amore vero, sottolineato da un balletto e dalle battute più significative del testo. Così come il rapporto con il fiore del deserto con pantomime e parle profonde come il mare. Infatti ripete: sono solo, dove sono gli uomini? L risposta è “di uomini ce nesono 5 o 6, il vento li porta di qua e di là, non hanno le radici loro, e questo li disturba molto” Egli rivede nel suo viaggio tuttal'umanità tra pianeti ed asteroidi; con la sua caduta fantastica nel deserto, cadono i miti, e il suo volo è come il volo di Icaro. Il suo rapporto col re” il potere, la debolezza umana, l'ubriacone, il contatore di stelle (ovvero il denaro), ed altri, sono una denuncia della società di tutti i tempi. Quando l'aviatore pensa di creare dei legami, come con le rose, si accorge che questi sono effimeri, solo l'incontro con la volpe è positivo in quanto dice” non si vede bene che col cuore, l'essenziale è invisibile agli occhi”. Per questo l'autore ritrova se stesso nella solitudine del deserto. L'incontro con il serpente al quale si abbandona è il senso della sua vita. E' la sua filosofia o il modo di trovare la felicità nelle stelle. Per me la sua è una sorte di resurrezione, ai giovani la discussione è aperta e le conclusioni possono essere differenti: per questo il testo è riconosciuto come la bibbia. La messa in scena è creativa e fantastica, ma non perde mai di vista tutta la stesura del testo letterario. Musica e poesia suggellano il testo stesso poiché è ò'arte dove tutte le arti si incontrano con lo spirito della natura e l'armonia del mondo, quale è stato creato per la ricerca della verità.

LA COMMEDIA DELLA VITA
da "L'Inferno" di Dante Alighieri
adattamento teatrale e regia di Luisa Borsieri


Ho ritenuto di mettere in scena questo grande classico per i valori universali che esprime l’opera dantesca. La riduzione del testo dantesco, tratto dalla cantica dell’Inferno, si sviluppa su  otto quadri fondamentali: la successione dei quali, suscita nello spettatore violente emozioni, passando dal lirico al grottesco, dalla tragedia all’invettiva. Lo spettacolo inizia con l’apparizione di Beatrice che, vedendo Dante in pericolo nella “selva oscura” si presenta come donna angelicata del “Dolce Stil Novo“ e prega Virgilio di accompagnare il poeta in questo viaggio. A questo punto Dante smarrito nelle “ selva oscura “ grida: “ Miserere di me ! “. Il primo incontro del pellegrino Dante è con Caronte, il demone infernale che bistratta i dannati gridando “Guai a voi anime prave! “ mentre il quadro è attraversato da dannati legati a corde che vengono trascinate da Caronte stesso fra lampi e tuoni. Nel secondo quadro appaiono i grandi uomini della antica Grecia che sfilano su musiche medioevali ( Cantiche di Santa Maria composte nel 1200 ) con movimenti solenni . Proseguendo il cammino Dante incontra i lussuriosi, condannati a ricercare il contatto con i loro amanti senza mai incontrarsi; fra questi scorge le grandi donne della storia antica : Cleopatra e Semiramide.Paolo e Francesca dominano la scena de 3° quadro con un sottofondo musicale lirico che sottolinea i famosi versi sull’ amore, imprigionati da un candido velo. Nel quadro successivo il nostro pellegrino è a contatto coi golosi da cui emerge la figura di Ciacco. Nel rosso fuoco eterno delle eresiarche capeggia Farinata degli Uberti il cui dialogo con Dante rievoca la storia fra Guelfi e Ghibellini.Nel quinto quadro i due viandanti, tra sonorizzazioni e pantomime scorgono le arpie nel bosco bianco dei suicidi, da cui fuoriesce l’anima dannata di Pier delle Vigne.Nell’ultimo quadro del primo tempo una schiera di anime tutte bianche sfila dinnanzi al pellegrino: Brunetto Latini riconosce Dante con grande meraviglia. Il secondo tempo apre con la musica: Toccata e fuga in re minore di J. S. Bach e la dissacrazione del potere dei Papi dell’epoca. Nicolò III° cita Bonifazio e Dante prorompe con l’invettiva contro il potere della chiesa dell’epoca. Una coreografia moderna indica il passaggio nel girone degli indovini e consecutivamente su musiche dei famosi Carmina Burana i diavoli neri danzano  in una ridda infernale ostacolando il passaggio del pellegrino e di Virgilio verso il girone dei traditori. Due fiammelle avvolgono i corpi di Diomede e di Ulisse ricreando una scena magica.Ulisse rivolge ai suoi compagni la superba invocazione nella tempesta del folle volo “O frati che per cento mila perigli……”Ecco Ulisse, il grande mito che tanto ha appassionato letterati e critici; l’uomo dell’umanesimo trasgressivo, l’avventuriero della vita che affascina Dante che si identificandosi in lui. L’ultimo quadro è rappresentato dal conte Ugolino della Gherardesca con la sua storia violenta ed attuale, capolavoro di alta poesia. Così di girone in girone, Dante e Virgilio giungono all’incontro finale con Lucifero, l’angelo demone ribelle a Dio che, in una danza allegorica sconvolge emotivamente i due viandanti. Dalla fogna della smodatezza, della violenza e della frode, i due pellegrini tornano per un pertugio tondo a riveder le stelle; si può ben dire dalla morte eterna alla luce della speranza.  Così il più bel libro della vita scritto da un cristiano, ci riconduce dolce e severo verso il bene e la resurrezione.